Osservazione 12

QUOTA DI ERP DEL 10%

 (ALLOGGI PER NUOVE RESIDENZE PUBBLICHE)

Ai sensi della legge regionale n. 38 del 2007 (art. 26), gli strumenti urbanistici ed in caso di mancato adeguamento dei medesimi, i SUA/PUO che prevedano interventi con destinazione residenziale per i quali sia stata presentata formale istanza di approvazione dopo la data di entrata in vigore della legge, devono garantire una quota da destinare all'ERP (edilizia residenziale pubblica) da determinarsi in rapporto all'entità dell'insediamento previsto e comunque in misura non inferiore al 10 per cento della superficie edificabile.

Tale norma è stata recentemente confermata dalla Legge Regionale n. 37/2012 (12.11.2012) che ha inserito ed aggiunto l'art. 26 bis: "1. Gli interventi urbanistici ed edilizi comportanti insediamento di edilizia residenziale sono tenuti a contribuire alla realizzazione di nuovi alloggi di ERP, nella misura del 10 per cento ovvero nella percentuale stabilita dal Comune e approvata dalla Regione ai sensi dell'articolo 26, commi 1 e 2, della superficie agibile degli edifici in progetto o del volume urbanistico residenziale nel caso di comuni non ancora adeguati ai parametri della legge regionale 6 giugno 2008 n. 26 (Disciplina dell'attività edilizia) e successive modificazioni ed integrazioni. Tale quota è aggiuntiva rispetto all'entità dell'edificazione prevista dal relativo progetto di intervento e comporta il soddisfacimento dei necessari standard urbanistici. 2. L'obbligo di cui al comma 1 può essere assolto mediante realizzazione degli alloggi all'interno della stessa area di intervento o in altra area del territorio comunale, con esclusione delle aree agricole e di presidio ambientale..".

Nel PUO in questione non consta vengano presi in considerazione gli obblighi derivanti dalla disciplina sopra indicata in quanto tutti gli immobili sono destinati al libero mercato e nella disponibilità piena del soggetto attuatore, nè che sia stata pretesa l'osservanza di tali obblighi da parte della pubblica amministrazione ed in particolare dal Comune di Moneglia che ha preliminarmente approvato il Piano.

Peraltro, considerando le serie difficoltà che i cittadini di Moneglia riscontrano nel reperire ed acquistare, oltre che semplicemente locare, un'abitazione in ragione degli elevati prezzi di mercato sostenuti dalle compravendite delle seconde case, non si comprende la ragione di una simile rinuncia gravemente lesiva per il patrimonio pubblico, comunque non consentita dalla legge se non per ipotesi predefinite, ivi non riscontrabili, e sempre soggetta a monetizzazione preventiva.

 

 

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